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venerdì 31 ottobre 2014 | 12:54
 Edizione del 24/01/2011
 
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A salvaguardia di agricoltura e zootecnia
L’Assessorato Caccia e Pesca - Servizio faunistico Polizia della Provincia di Brescia ha presentato il resoconto delle attività svolte lo scorso anno per il contenimento e il controllo della fauna selvatica e domestica inselvatichita

Rilevante è la presenza, soprattutto negli ultimi anni, di alcune specie di fauna selvatica (o inselvatichita) che sul territorio provinciale creano danni all’attività agricole e al patrimonio zootecnico. Gli interventi per il controllo ed il contenimento delle popolazioni delle specie, solo a seguito di parere ISPRA, è disciplinata dalla legge regionale n. 26 del 1993 e s.m. (art. 41) che consente alle Province, in assenza di altri metodi efficaci, di effettuarne il controllo attraverso piani di contenimento, avvalendosi all’occorrenza dei propri Agenti del Nucleo Ittico Venatorio, delle Guardie Volontarie e di operatori espressamente autorizzati, selezionati attraverso specifici corsi di preparazione.
Negli ultimi anni gli interventi di controllo si sono rivolti prevalentemente verso le seguenti specie: Nutria, Piccione torraiolo, Corvidi, Cinghiale, Storno, Cormorano e Coniglio selvatico.
Particolarmente impegnativo è il controllo volto all’eradicazione della Nutria (Myocastor coypus), la cui diffusione è monitorata in modo costante dalla Provincia a partire dal 2000. Sull’argomento, si erano svolti a suo tempo una serie di incontri, che hanno coinvolto Prefettura, Regione, ASL e Comuni, durante i quali è emersa la necessità di individuare una strategia comune per salvaguardare l’incolumità pubblica e limitare i danni all'agricoltura ed al territorio naturale.
Dal 2001, grazie alla collaborazione con la Prefettura, vennero avviate le procedure per organizzare specifici corsi di preparazione, con esame finale, per l'abilitazione di operatori in grado di intervenire per contrastare in modo organico e incisivo la diffusione della specie.
L’Assessorato provinciale alla Caccia e Pesca, guidato da Alessandro Sala, si attivò quindi immediatamente, acquistando un notevole quantitativo di gabbie-trappola per la cattura della specie, poi distribuite gratuitamente ai proprietari dei fondi e agli agricoltori delle zone più colpite. Nel contempo vennero organizzati appositi corsi di preparazione per operatori volontari, con lezioni teoriche in aula e pratiche sul territorio.
Nel 2004, con deliberazione del consiglio provinciale (n. 5 del 23.1.2004) la Provincia di Brescia ha emanato il regolamento provinciale per il controllo della fauna selvatica e domestica inselvatichita, con il quale vengono stabilite le procedure per effettuare gli interventi.
In seguito sono stati redatti piani di contenimento in conformità alla normativa vigente e a seguito del parere dell’ISPRA.


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