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martedì 14 luglio 2020 | 06:34
 Edizione del 01/04/2015
 
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Pasqua 2015: Lettera da Gesù Bambino
Caro monello che vivi 200 metri a sud della discarica, stavolta tocca a me scriverti. Le tue letterine di Natale mi hanno divertito e fatto sorridere. Mio Padre le ha gradite un po’ meno, per usare un eufemismo
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Pasqua 2015: Lettera da Gesù Bambino
( VERSIONE TESTUALE )

Se non fossi intervenuto in tua difesa, una delle sette piaghe d’Egitto, a te e alla tua sparuta famiglia non ve l’avrebbe levata nessuno. A mio Padre gli tocca di essere severo, come a tutti i padri, spero anche al tuo. Non è che sono cattivi, è il loro ruolo che è faticoso, e molte volte sono severi controvoglia. Mio Padre è giusto, io no. Amo di più il detto di Confucio: “Colui che è solo giusto è crudele”. Forse è per questo che quei “trichechi vestiti di rosso” che si spacciano per commessi viaggiatori di mio Padre, da due millenni, ogni 365 giorni vogliono che io venga inchiodato sulla croce. Ma, dico io, perché non crocifiggono uno dei loro. é vero che dovrebbero rinforzare le croci e non saprebbero se inchiodarli al centro, o ai lati come i due ladroni. Che poi i due ladroni mi erano anche simpatici. Ho avuto solo quell’occasione per parlare con loro, ma ti assicuro che era gente viva, disonesti sì, ma probabilmente molto meno di quelli che si occupavano di gestire lo I.O.R., che qualcuno ha interpretato come “Istituto Opere Riciclanti”.
Mio Padre è vecchio anche se non rincoglionito, ma non capisco come possa sopportare che in suo nome vengano fatte guerre, stampati dollari, e turlupinata tanta gente per bene. Tu sei fortunato, puoi mettere in dubbio la parola del tuo papà, io no. È Dio, infallibile per antonomasia. Ne avrei di cose da consigliarli, ma quando mi azzardo a dargli qualche suggerimento, mi dice: “Stai zitto tu, moccioso”. Che poi, io non so nemmeno se è il mio vero padre, e quando chiedo a qualcuno dei chiarimenti, mi rispondono di lasciar perdere, perciò mi macero nel dubbio. E poi, dimmi tu, se conosci un padre che ti manderebbe mai su un altro pianeta, a predicare come un idiota: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, quando Lui che conosce tutto in anticipo, dovrebbe sapere, visto e considerato che li ha fatti Lui a sua immagine e somiglianza, che così non funziona neanche in Paradiso. Scusami, ma con qualcuno mi devo sfogare. A volte mi verrebbe da dire a mio Padre: “Ma perché non ci andiamo una volta Tu e una volta io sul Golgota?”. Hai fatto gli esseri umani simili a Te, li hai creati difettosi Tu, e devo pagare io i tuoi errori.

Sono preoccupato per Lui, sono due anni che fa sonni agitati. Aveva buttato un occhio giù sulla Terra, ed ha visto una delegazione di ragazzini sordomuti in piazza San Pietro, che chiedevano di essere ricevuti da papa “Rattingher” per denunciare le molestie sessuali che avevano subito da parte di rappresentanti del Vaticano, e il papa si è rifiutato di riceverli. Come un anno prima, quando invece di ascoltare le rimostranze di un vescovo, sulle condizioni dei poveri in Sudamerica, dato che lo stesso era un esponente della “Teologia della liberazione”, gli ha tolto la diocesi. Deve essere per questo che il mio Papà si è messo una mano sul cuore e l’altra sulla coscienza, e vi ha mandato papa Francesco. Papa Francesco purtroppo non ce la farà. È uno contro mille, quella che lo circonda è gente “sgamata”, sanno che col tempo maturano anche le nespole, e che “nespole” arriveranno a questo papa. Al quale già danno del comunista, solo per avere in parte auspicato l’applicazione del Vangelo. A discolpa di mio Padre, debbo dire che il denaro non l’ha inventato Lui, avete fatto tutto da soli. Spero, se ritorno, che l’unico vero miracolo che mai mi debba riuscire, sia di fondere tutte, ma proprio tutte le antenne delle televisioni. Sono curioso di vedere il risultato.

Allego alla lettera la traduzione di una bellissima canzone di Jackson Browne: “Il ribelle Gesù”, perché quello io sono, e sempre sarò. Ciao amico di lettera, e, scrivimi anche il prossimo Natale, ci conto.

P.S Ho deciso, quest’anno sulla croce non ci vado proprio, che quei bastardi neanche li disinfettano i chiodi. Adesso parlo con il mio Papa, e sulla croce gli faccio mettere il responsabile dei 2100 morti della mia Palestina, 540 dei quali erano bambini. Uno che ha avuto il coraggio dopo aver quasi raso al suolo la striscia di Gaza, di bloccare parte dei 5,4 miliardi di dollari che la comunità internazionale aveva promesso di stanziare per la ricostruzione, lasciando i miei fratelli, senza acqua, senza luce, senza riscaldamento, nella disperazione e nella fame più nera. Adesso ti lascio veramente, devo fare uno scherzo a san Pietro, gli arrivo di spalle di nascosto e gli urlo tre chicchirichì, sperando che non gli venga un infarto. Ciao monello.

IL RIBELLE GESÙ

Lo chiamano il Principe della Pace,
e lo chiamano il Salvatore,
e riempiono le sue chiese con orgoglio e oro,
mentre la loro fede in Lui cresce,
ma hanno cambiato la natura che io venero.
Da un tempio a un covo di ladri,
nelle parole del ribelle Gesù.
Montiamo la guardia al nostro mondo con lucchetti e fucili,
e montiamo la guardia ai nostri tesori,
e una volta l’anno quando viene Pasqua,
facciamo doni alle nostre famiglie,
e un poco forse lo diamo anche ai poveri,
se la generosità ci prende.
Ma chiunque di noi interferisca
nel perché essi siano poveri,
verrà trattato come il ribelle Gesù.
Ma perdonatemi se vi è sembrato
che io abbia preso un tono da giudizio,
perché non ho desiderio di pormi
fra voi e il vostro piacere.
In questa vita di privazioni e di duro lavoro,
c’è bisogno di tutto ciò che può liberarci.
Per cui vi augura piacere e vi augura felicità,
questo eretico e pagano
dalla parte del ribelle Gesù.


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