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giovedì 20 gennaio 2022 | 14:34
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Gocce di storia ricerche e proposte di tradizioni e cultura locale

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Gocce di storia ricerche e proposte di tradizioni e cultura locale
( VERSIONE TESTUALE )

Il “difensore delle vedove,
e puppilli”

1548, giugno 17

A.C.P., Annali di Pezzaze, f. 44.

“Si crea dalla Comunità il difensore delle vedove, e puppilli” (“Libro Consigli E”, f. 39 v.).


Epidemia di peste
nel giugno 1577

A.C.P., Annali di Pezzaze, f. 58.

Dal libro dei “Consigli segnato E” (f. 154) alla data del 30 giugno 1577 il Voltolino cita le “Provvisioni per la peste, e massime nella Terra di Eto, degl’uomini della quale si determina d’averne cura”.


Ghidino Cincardini
di Lavone, mugnaio
in Marmentino

1578, novembre e dicembre

A.S.B., Notarile Brescia, Zubani Desiderato, notaio in Marmentino, filza 3965, ad annum 1578.

Il 13 novembre 1578 mastro Ghidino fu Domenico Cincardini di Lavone, mugnaio, abitante nel Comune di Marmentino, lascia i beni mobili che alla sua morte si troveranno nella sua casa o nella sua abitazione alla moglie Margherita, oltre la dote, nominandola usufruttuaria, mentre istituisce eredi universali i fratelli Gian Pietro e Gian Battista; il prmo dicembre successivo mastro Ghidino nomina esecutori testamentari ser Lorenzo fu Pedretto Tegotti e ser Andrea fu Stefano Bersanini, abitanti nel Comune di Pezzaze; tra i testimoni presenti all’atto si cita ser Paolo fu ser Nicolino Veneziani di Tavernole, abitante in Lavone.
I due atti sono rogati in una camera posta sopra il mulino di Marmentino, stando il testatore a letto.


Per mastro Santino “Marangone”

1579, febbraio 25

A.P.L., Libro dei Matrimoni (1573-1864).

Tra i testimoni al matrimonio, contratto da Maffeo Piardi di Pezzaze con Giacomina, figlia di Antonio Martinelli di Eto, vi è un certo mastro Santino “Marangone”, cioè falegname, carpentiere.



Una tavoletta votiva
per la Madonna
della Croce di Savenone

1595, marzo 1

A.P.P., Cappellania di S. Rocco, Legati, ad diem.

Gian Antonio Piardi nel testamento rogato da Gian Francesco Bregoli dispone che siano celebrate le trenta messe di S. Gregorio e lascia 20 soldi planette all’altare del Corpus Domini, 8 soldi alla scola del Rosario, 5 soldi all’altare di S. Antonio della parrocchiale di Pezzaze, 10 soldi alla “Beata Vergine Maria della croce de Cevenon”, alla cui chiesa si dovrà portare “una tavoletta dipinta” (ossia un ex voto), e 5 soldi a S. Nicolò di Eto, il tutto entro un anno dalla sua morte, con l’aggiunta di dodici quarte di frumento da “esser fatto in pan cotto” che entro un biennio sarà da distribuire tra i parrocchiani di S. Apollonio di Pezzaze.


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