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sabato 22 gennaio 2022 | 06:49
 Edizione del 21/09/2015
 
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Semplicemente… ciao Domenico e grazie
Un altro illustre gardonese, un altro grande uomo se ne è andato questa estate. Ecco integralmente per i nostri lettori la testimonianza pubblica di Beppe Pezzotti per l'amico Domenico Bertarini
Leggi l'articolo completo in forma testuale ( clicca qui )



Semplicemente… ciao Domenico e grazie
( VERSIONE TESTUALE )

Ciao Domenico
nella lettera che mi hai scritto l’anno scorso alla vigilia di Pasqua per il mio 80° compleanno, dopo aver ricordato i momenti belli e brutti della nostra lunghissima amicizia, l’impegno nell’Azione Cattolica, l’impegno politico per il bene della nostra comunità, le delusioni ma anche le soddisfazioni, concludevi la lettera così: “Per finire un ultimo pensiero: me ne dà lo spunto la Via Crucis di ieri sera. Ho assistito ad essa con particolare intensità e commozione e con la percezione che fosse l’ultima alla quale assisterò, non mi era mai capitato. Mi ha colpito la stupenda ispirazione del Papa di far portare la croce a 13 persone disagiate. Ad ogni stazione seguiva una riflessione sulle 13 condizioni umane di cui sono vittime un numero sterminato di persone, di nostri fratelli, i più sfortunati. Le tre croci le ho associate alle moderne 3 piaghe in cui si specchia e si riflette questa nostra sonnacchiosa, pavida e bacata società in cui prevale l’indifferenza, l’egoismo e la bramosia del denaro”.
Caro Domenico, erano le tre piaghe che ti davano particolarmente fastidio: l’indifferenza, l’esatto contrario del tuo impegno, maturato sotto la guida di due grandi preti Don Francesco e Don Roberto nostre guide spirituali e di molti altri giovani, prima come chierichetto in parrocchia e da cantore nel coro parrocchiale, poi all’Oratorio e nell’Azione Cattolica per sfociare nell’impegno politico inteso come servizio al bene comune, un servizio dedicato alla comunità ed a Gardone in particolare. L’amico Angelo (Grazioli) e il Gianni ((Bondio) che da poco ci ha lasciato provocando in te un grande dolore poiché non hai potuto stargli vicino a causa della tua malattia, hanno apprezzato il tuo impegno, il tuo aiuto dato a loro nello svolgimento del ruolo di sindaci. Quando avevano bisogno di un aiuto per il disbrigo delle pratiche burocratiche a Roma o per avere dei contributi per le necessità del nostro Comune sapevano a chi rivolgersi, e tu con grande generosità eri sempre pronto.
Ma questo non lo hai fatto solo per loro. Lo hai fatto anche per molti altri e me lo hanno testimoniato in questi ultimi tre giorni alcuni ex sindaci della Valtrompia che sono venuti a farti visita e molte persone semplici che da te hanno avuto un aiuto senza che tu chiedessi qualcosa per te. La tua generosità, il contrario dell’egoismo, la terribile seconda piaga del mondo d’oggi, si è comunque espressa a pieno al servizio dell’on. Martinazzoli. Un servizio svolto con dedizione ed enormi sacrifici che ti hanno visto impegnato per vent’anni, sette giorni alla settimana con una persona non facile da seguire né da soddisfare. A Roma come a Brescia, più che a Gardone, sei stato apprezzato da tutti per la tua serietà e capacità nello svolgere i compiti che il ruolo di segretario ti imponevano. In quella posizione non te ne sei mai approfittato per fini personali e non hai mai fatto correre rischi di scandalo al ministro. Bastava venire a trovarti a Roma e vedere dove alloggiavi, in una cella di un monastero del centro, per comprendere la tua scelta di vita basata sulla morigeratezza. La bramosia di denaro che affligge molti politici di oggi, non ti ha mai sfiorato anche se le occasioni e le tentazioni, sempre fuggite, non sono mai mancate. Sono molte invece le persone, io compreso e i miei famigliari, che ti sono state grate e lo saranno per sempre per gli aiuti dati senza nessuna contropartita, in particolare nei momenti più difficili della vita.
Chiudevi la tua lettera dicendomi: ”Ho poi pensato ai miei travagliatissimi anni durante i quali le malattie non mi hanno dato un giorno di tregua. Poi ho pensato agli anni passati, quelli fortunatissimi e ai doni copiosi che la Provvidenza ha voluto elargirmi senza che io li meritassi. Allora ho pianto un po’ e dopo ho trovato la serenità che spero mi accompagni in questi ultimi giorni di tribolazioni.”
Caro Domenico, lasciami dire che per quanto mi hai dato in questa lunga amicizia, per quanto hai dato a molti altri amici ed alla tua comunità ti sarò e ti saremo sempre particolarmente grati e riconoscenti. Lasciami anche dire che ti ho e ti abbiamo particolarmente ammirato per come hai saputo sopportare i disagi di molti anni di malattia e per aver accettato coscientemente e serenamente, il giorno prima di morire, l’estrema unzione. Te ne sei andato il giorno dell’Assunzione la festività che amavi più di ogni altra festa. Buon viaggio Domenico e grazie di tutto.


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