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mercoledì 24 gennaio 2018 | 12:46
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La Valtrompia secondo Camilla
Rubrica mensile a cura della studentessa inzinese Camilla Fontana “Cosa vedere in Valtrompia”: sono preziosi consigli personali di una giovane che ama il suo territorio ed intende contribuire a valorizzarlo
Articolo completo in forma testuale



La Valtrompia secondo Camilla
( VERSIONE TESTUALE )

La Val Trompia è una delle tre valli principali della provincia di Brescia. La presenza nella Valle di abbondanti giacimenti di materie prime tra cui il ferro, favorì lo sviluppo di una tradizione di estrazione e lavorazione destinata soprattutto alla produzione di armi.
Nella Media Val Trompia troviamo Gardone, costituito da più frazioni. Oltre a Gardone, capoluogo del comune, troviamo le frazioni di Inzino e Magno. Qui vi consiglio vivamente di visitare il “Museo delle armi e della tradizione armiera” (che si colloca all’interno della “Via del Ferro” realizzata dal Sistema Integrato di Valle Trompia) che mostra tutte le fasi di lavorazione del metallo, dalla sua estrazione fino alla realizzazione del prodotto finale. Dividendosi in due percorsi, si dedica in primo luogo all’evoluzione storica delle armi presentando esemplari delle più importanti tipologie di manufatti. Un’esposizione che, senza dimenticare esempi di armi bianche e armature, si concentra sulle armi da fuoco, armi da difesa, da caccia, d’impiego militare e sul loro funzionamento. Il secondo livello contiene una sezione didattica che, con l’aiuto di modelli e filmati, illustra la storia dei processi tecnologici inerenti alla lavorazione delle armi e la riscoperta di antiche tecniche e dimenticati processi di lavoro.
Tradizione e cultura a Gardone? Molte chiese da vedere tra cui la Basilica e il Convento di S. Maria degli Angeli, alla quale la popolazione locale riserva ancora particolare devozione. La Basilica fu progettata nel 1496 dal noto architetto bresciano Bernardino da Martinengo, presente a Brescia nel cantiere del Palazzo della Loggia, nelle opere al Duomo Vecchio e come progettista del chiostro di S. Faustino. L’interno si compone di un’unica larga navata che si apre sulla sinistra in tre cappelle. La copertura attuale della navata propone l’originale struttura a capanna con archi a sesto acuto e tetto a vista. Passando dal presbiterio è da notare che l’affresco che occupa la lunetta centrale presenta una Madonna con il Bambino affiancata da tre coppie di angeli risalente al 1502. Questa Basilica è collacata turisticamente nella “Via del sacro e dell’arte” ispirata alla conoscenza dei santuari e delle cappelle della Val Trompia.
Un altro dei molti edifici sacri di Gardone è il Santuario di San Bartolomeo, un luogo perfetto per unire tradizione e natura. Infatti arrivati ad Inzino si può notare, sul monte Cimone, una chiesetta circondata da una folta pineta che domina la Valle. Il Santuario, risalente al 1460 venne anche dedicato alla Trinità e si conosce l’esistenza di un piccolo cimitero nel cortile, nel quale la tradizione popolare vuole che gli appestati si recassero con le loro ultime forze per morire in pace. Dopo vari interventi di ristrutturazione effettuati nel 1981 dall’Operazione Mato Grosso, e poi dall’Associazione Nazionale Alpini nel 1992, il Santuario ha finalmente ritrovato gran parte del suo antico splendore, diventando una piacevole tappa per tutti coloro che desiderano spingersi fin lassù per una breve ma affascinante escursione sulle montagne gardonesi.
Camilla Fontana


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