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mercoledì 08 aprile 2020 | 22:37
 Edizione del 08/02/2017
 
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La volpe: animale selvatico
In Italia si dice che il cane è il miglior amico dell’uomo. Forse si dice anche in altri Stati europei. Di certo non si dice in Siberia, posto nel quale il miglior amico dell’uomo è considerata la volpe
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La volpe: animale selvatico
( VERSIONE TESTUALE )

Il cane (come lupo), ha impiegato migliaia di anni per sintonizzarsi con le emozioni umane e diventare cane; mentre per la volpe è bastato neppure mezzo secolo. Si perché nell’Unione Sovietica (a Novosibirsk), per studiare la domesticazione della volpe si è dato inizio, negli anni cinquanta del secolo appena trascorso, ad un progetto che è ancora in corso. Sappiamo che per essere definiti “animali selvatici” si deve sottostare ad un complesso intreccio di criteri biologici, filosofici e giuridici. Non vi è dubbio che la differenza principale tra specie selvatiche e domestiche stia nella sfera “psicologica”. Come dire che i selvatici appartengono ad una “dimensione altra” che ha regole sconosciute sia a noi (come umani), che agli animali domestici. Adesso la Lav (Lega antivivisezione) ci propone un calendario (quello del 2016), nel quale dodici fotografi, tra i più affermati professionisti in àmbito naturalista, hanno donato all’associazione la foto di un animale selvatico. Risultato?: il calendario “Liberi di essere selvatici”. Anche se la Lav ha stimato che in sole quattro regioni prese a campione (Veneto, Lombardia, Toscana e Sicilia) in queste 19 settimane di caccia aperta (neppure cinque mesi) verranno (forse) uccisi qualcosa come 164 milioni di animali selvatici: uno ogni 47 secondi. Difficile dire che tali animali sono una preziosa componente del nostro ecosistema. Oggi tutte le volpi allevate in questo centro russo, sono animali da compagnia. Perché, similmente ai cani sono state addestrate a leggere le emozioni umane. E pertanto i loro cuccioli sono richiestissimi in America, dove vengono pagati attorno a novemila dollari l’uno. Denaro con il quale a Novosibirsk possono continuare a studiare l’addomesticamento di questo animale selvaggio. Animale che io ho avuto, mio ospite, dal mese di settembre a quello di novembre del 2015. Era una femmina. Gravida. Che quando voleva mangiare, raschiava con una zampa anteriore, in modo delicato, contro la porta d’ingresso. Quasi a dire: “Io sono qui!”. Allora io le preparavo sollecitamente da mangiare. Che consisteva in tortiglioni (di cui l’animale era ghiotto) e, sopra tocchi di carne che in macelleria preparavano appositamente per me. Poi le portavo in una ciotola il tutto. Inizialmente la bestia era molto sospettosa e diffidente; poi nel tempo, l’ho affiancata mentre mangiava. In seguito mi sono allontanato per non disturbarla. L’animale si comportava così: mangiava avidamente i tortiglioni; prendeva i bocconi di carne più grossi e li metteva sull’erba vicino alla ciotola. Non terminava mai il pasto; dopo un po’ prendeva tutti i bocconi di carne che aveva accantonati e, in un solo boccone delle mandibole del suo muso molto allungato e appuntito, li portava ai due piccoli che intanto erano nati, nascosti in mezzo al bosco. Più tardi tornava a finire il suo pasto. Pomeriggio di un giorno di inizio novembre. In pieno autunno. La volpe raschia leggermente alla porta. Apro. C’è lei e , alle sue spalle, un batuffolo di pelo: un cucciolo. Che quando mi vede, si precipita a compiere un rapida fuga verso la tana. Che io non so dove sia perché non l’ho mai vista. Quel che so è che è ben nascosta; o fra le radici di un albero, oppure sotto i cespugli più fitti. Lei resta immobile. Poi se ne va. Non so ancora che è venuta a salutarmi. Lo apprenderò il giorno dopo, e i successivi perché, da quel momento non la vedrò più. Lascerà il territorio ai due piccoli e lei andrà ad occuparne un altro. Avrò nostalgia dei suoi forti e taglienti denti (soprattutto dei canini che sembrano aghi), con i quali ha tentato di mangiarmi le ciabatte appena comprate. Insomma, ho conosciuto un animale scaltro e agilissimo. Che riesce ad infilarsi nei pollai approfittando anche dei più piccoli pertugi. In Europa infatti le volpi (soprattutto quella rossa,”vulpes cruciger”, che è diffusa in tutti i territori continentali), non hanno nemici naturali se si eccettuano gli uccelli da preda e i lupi. L’unico vero nemico, ferocissimo, è l’uomo. Che insidia le volpi in tutti i modi. Sia perché vorrebbe procurarsi la sua bella pelliccia, sia perché considera le volpi animali assai dannosi. Anche perché trasmettono la rabbia agli animali domestici. E da essi all’uomo.
Ermanno Uccelli


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