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mercoledì 08 aprile 2020 | 23:16
 Edizione del 17/07/2017
 
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DELLA STUPIDITÀ DELL’UOMO BIANCO
Sarebbe gioco facile, dopo aver dissertato sull’intelligenza animale, contrapporre le scarse capacità intellettuali di certi nostri politici, ma sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ed io sono un pacifista
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DELLA STUPIDITÀ DELL’UOMO BIANCO
( VERSIONE TESTUALE )

Mi servirò delle parole di un selvaggio pellerossa” Capriolo zoppo”, per dimostrare che l’intelligenza e la capacità di osservare la realtà che ci circonda non sempre è associata ad un diploma o ad una laurea.
“Giorno per giorno puoi vedere come gli allevatori vanno a cavallo qui su questa terra. Alla loro sella è appeso un sacchetto pieno di chicchi. Ogni volta che vedono una tana di “cani della prateria”, vi gettano dentro una manciata d’avena, come una piccola, gentile, signora anziana, che dà da mangiare alle tortore nel parco. Solo che l’avena per i “cani della prateria” è avvelenata con stricnina. Non è un bello spettacolo vedere come agisce sull’animale, dopo che ne ha ingoiato i grani. I “cani della prateria” devono morire, perché mangiano l’erba. Mille “cani della prateria” mangiano in un anno tanta erba quanto una mucca. Se perciò l’allevatore riesce ad uccidere una quantità così grande di “cani della prateria”, può mantenere una mucca in più e guadagnare qualcosa in più. Per i bianchi, ogni filo d’erba e ogni fonte d’acqua è fornita di un cartellino dei prezzi. Questo è solo l’inizio, vedremo dove andremo a finire! Linci e cojote, che fino ad ora si cibavano di “cani della prateria”, adesso devono abbattere un agnello sperduto, oppure un vitellino. In conseguenza di ciò, l’allevatore chiama un uomo della disinfestazione animali nocivi e gli affida il compito di uccidere questi animali. L’uomo arriva, uccide un paio di conigli e li pone come esca, dopo aver introdotto un pezzetto di legno. Il pezzo di legno contiene una carica esplosiva, che spara cianuro di potassio nella bocca del cojote, quando questi tira con forza l’esca. Così la prateria diviene una terra morta, in cui non c’è più vita. Nessun “cane della prateria”, nessun tasso, nessuna volpe, nessun cojote. Anche i grossi uccelli predatori si cibavano “di cani della prateria”: oggi puoi vedere a malapena un’aquila. L’aquila di mare con la testa bianca è l’animale araldico degli Stati Uniti. La sua immagine orna il vostro denaro, ma la vostra avidità per il denaro la stermina. Quando un popolo comincia a distruggere i suoi stessi simboli, allora qualcosa di male incombe su questo popolo”.

Parafrasando un detto di Geronimo, potremmo scrivere: “Bisogna vivere per due mesi nel corpo di un cane abbandonato in autostrada per conoscere quanto è malvagio l’essere umano”.
Buone vacanze


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