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giovedì 20 gennaio 2022 | 15:49
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Gocce di storia

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Gocce di storia
( VERSIONE TESTUALE )


RISARCIMENTO TESSE PER ORIGINARI
1689 ottobre 29
Si determina di dispensare un Filippo per bocca a tutti gli Originarj per ristorarli dagli aggravj, e taglie pagate per lo passato.

DISTRIBUZIONE DI BIADA
1690 aprile 25
La valle ha proveduto del frumento, di cui spettano al Comune somme 75, come si ricava dal “Libro Consigli”.

VENDITA D’UNA FUCINA IN MONDARO E VERSAMENTO IN DANARO
1691 agosto19 settembre 9
In Lavone, nello studio del notaio Viviano Raggi, presenti come testimoni don Lodovico, fratello del notaio, e Giacomo ”Bitinzini” fu Bartolomeo di Savallo, il 9 settembre 1691 si cita la vendita effettuata il 19 agosto precedente da Battista Bontacchio di Mondaro a marco fu Paolo Fada di Lavone della “focina sopra il fiume della Morina presso Mondaro” perciò nella predetta data di settembre Gian paolo Fada, figlio di detto Marco, per se e a nome di suo padre versa al predetto Bontacchio piccole lire 88 e soldi 14 in danari d’argento .

UNA BOTTEGA IN AFFITTO
1693 ottobre 28
Francesco fu Giacomo Bernardelli, agendo per sé ed a nome dei suoi fratelli Antonio e Vincenzo, decide di affittare a mastro Giovan Battista figlio di mastro marco Fada la sua “bottega” che ha sotto casa “in contrada della Maddalena” a Lavone. Il contratto avrà la durata di 5 anni e il costo dell’affitto viene concordato nella misura di 9 berlingotti all’anno.Questa bottega era stata precedentemente affittata a Giovan Battista Fada milinaro.

UNA PERMUTA DI CARBONILI
1693 dicembre 18
Bartolomeo fu Pietro Balduchelli di Pezzazole e Francesco Fu Francesco Piardi di Stravignino si scambiano vicendevolmente l’un l’altro un carbonile al forno della Morina di Pezzaze. Dal momento che il carbonile del Balduchelli è più grande e vale di più, egli riceve dal Piardi berlingotti “ centp trenta à buon conto del importar di più ( cioè a saldo della differenza di valore tra i due carbonili), secondo la stima fatta dai periti Lodovico Gabrieli e Bartolomeo Bregoli, scelti di comune accordo tra le due parti. L’atto è rogato in Lavone dal notaio Gian Antonio Sedaboni, alla presenza dei seguenti testimoni: Antonio fu Antonio”Toninello” di “Vissone” di Valcamonica, abitante a Mondaro e Gian Giacomo fu Giacomo “Merzaro” di “Pusciavo” di valtellina abitante in Lavone.

UNA VENDITA DI LEGNA “IN CONTRADA DELLI CANELLI”
1694 dicembre 7
Messer Giovan Battista Piotti “ pubblico negoziatore” della terra di Eto, promette di dare al signor Gabriele fu Pietro Bernardelli di Lavone “sacchi numero otto di legna in pile su la iale in contrada Canelli comun di Pezzaze et questa darla p tutto il mese di aprile dell’anno 1605. Il prezzo dell’operazione viene pattuito nella misura di berlingotti 5 e mezzo per ogni sacco, con un primo versamento, dovuto al Piotti a titolo di caparra, di belingotti ventiquattro e mezzo.


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