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lunedì 30 novembre 2020 | 14:19
 Nr.5 del 09/03/2009
 
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Finalmente una certezza!
Grande soddisfazione da parte del consigliere provinciale Massimo Borghetti e del vicepresidente del Consiglio provinciale Roberto Gitti per la ripresa delle procedure d’appalto per la realizzazione del primo lotto dell’autostrada della Valtrompia


   Massimo Borghetti e Roberto Gitti



   La Valtrompia ha bisogno della ''sua'' autostrada


I due consiglieri Udc esprimono il gradimento anche delle associazioni di categoria e degli imprenditori incontrati più volte sull’argomento: “Finalmente una certezza che arriva dopo molti anni di percorso tortuoso nei tribunali, commenta Roberto Gitti.
“Per troppi anni le nostre imprese sono state sacrificate da una viabilità congestionata che ha inciso negativamente sulla competitività – interviene Massimo Borghetti -. Un’area come la nostra che rappresenta il motore dell’economia bresciana avrà ciò che chiede da decenni. Se fosse stata realizzata prima, oggi, saremmo più forti nell’affrontare la crisi”.

Il progetto, fermato dal Tar, si è sbloccato alcune settimane fa dopo che Provincia, Anas e i comuni di Gussago e Collebeato hanno trovato l’accordo. I due comuni hanno ritirato il ricorso (che sosteneva non valida la valutazione di impatto ambientale dell’autostrada perché redatta 5 anni fa). Ciò ha consentito all’Anas di riaprire l’appalto per il tratto Concesio-Sarezzo (già finanziato con 250 milioni di euro) mentre il tratto di autostrada che “taglia” Gussago e Collebeato sarà nuovamente sottoposto alla procedura di Via.
L’inizio dei lavori è stato ipotizzato entro il 2009.

Per Borghetti lo sviluppo del territorio triumplino e la forte crescita della mobilità del lavoro, del turismo, del tempo libero, del terziario impongono profonde riflessioni sul significato dello sviluppo viario della valle: “L’esigenza di dare una positiva risposta a decenni di isolamento infrastrutturale, alla mai sopita aspettativa dei comuni dell’alta valle per trovare sbocchi turistici in grado di valorizzarne il territorio, così come le aspettative mortificate da decenni di rinvii politico- amministrativi che hanno profondamente cambiato gli assetti urbani e industriali delle comunità del fondo valle e di Lumezzane in particolare, richiede oggi più che mai il superamento della mera visione dei costi-benefici che tanto ci hanno condizionato nel passato”, sostiene il consigliere Udc.
E ancora: “Le infrastrutture, strumenti necessari allo sviluppo di un territorio, non possono e non devono essere viste come elementi negativi, limitativi ed invasivi del territorio, ma devono essere pensate, realizzate come elementi di appartenenza al territorio, come elementi di servizio e di opportunità, così come a suo tempo fecero con estrema lungimiranza, gli amministratori provinciali che tracciarono il collegamento tra la Valle Trompia e la Valle Sabbia togliendo Lumezzane (e non solo) da un secolare isolamento, ma ancor più vedendo questa strada come la vera pedemontana intervalliva per il collegamento delle tre principali valli bresciane”.

“Abbattere le barriere, creare infrastrutture viarie, significa per noi della Valle Trompia sottrarre alla grande pianura scelte obbligate di delocalizzazione di imprese e famiglie – dice Roberto Gitti -.. Significa ridare ricchezza a comunità che hanno visto interrotta la loro naturale vocazione di cerniera tra città e montagna. Significa sottrarre il sistema pedemontano a villette e capannoni nuovi ma vuoti, con un progetto di trasformazione sostenibile che può ripartire proprio da dove il boom economico l’ha interrotto”.

“Questa crisi economica, profonda, repentina e drammatica per le implicazioni inimmaginabili solo pochi mesi fa, volenti o nolenti ridisegnerà il tessuto della nostra collettività, e sarà alla base di nuovi rapporti tra attività produttive, di servizio, di ricerca applicata che grazie anche ad internet ed alla posta elettronica, non dovranno aspettare la costruzione delle tanto sospirate infrastrutture viarie per viaggiare per il mondo con le idee ed i progetti – conclude Borghetti - . Cerchiamo però di non farci trovare impreparati e sprovvisti di strade quando poi, le idee si trasformeranno in manufatti da esportare in tutto il mondo, perchè sarebbe imperdonabile” .


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